bufala

Presunte eruzioni cutanee: fermiamo le bufale di cattivo gusto

Da qualche giorno circolano in rete foto e video, a dir poco disgustosi, di presunte eruzioni cutanee dovute a creme o deodoranti.

Alcuni di questi post citano i nomi dei prodotti in questione, compiendo, oltre che un’evidente azione di disinformazione, anche una gravissima offesa del marchio che può essere perseguita legalmente dalle aziende coinvolte, con conseguente richiesta di un risarcimento economico milionario (e lo speriamo…).

Non sappiamo ancora se dietro a questa “bufala” ci siano i soliti perditempo del web o piuttosto si tratti di una strategia di concorrenza sleale, ci ripromettiamo di investigarlo.

Ad ogni modo ci sembra prioritario soffermarci a riflettere  sulla personalità tipo di chi queste informazioni, in maniera ingenua o per spirito di emulazione, condivide e divulga questi materiali sul proprio profilo di Facebook.

Ricorda sempre che ciò che fai su Facebook non è privato, la tua bacheca è un luogo pubblico di scambio e di confronto, i tuoi amici (anche gli amici degli amici, o tutto il mondo, in base alle tue impostazioni sulla privacy), potranno vederle in anteprima nella home in qualunque momento anche senza visitare il tuo profilo personale.

Tutto ciò che fai sul tuo profilo rappresenta la tua immagine personale e stimola in chi ti legge una reazione, positiva o negativa, di simpatia e di fastidio.

Condividere immagini che,  per definizione degli stessi utenti del web, sono a dir poco “vomitevoli”, e farle apparire in qualunque momento, magari mentre il tuo amico sta dando  una sbirciatina a Facebook prima di andare a pranzo o cena per scegliere il suo piatto preferito, dimostra di te alcune cose evidenti:

1 – non sei particolarmente intelligente perché non capisci la differenza tra realtà e fantascienza

2 – non ti preoccupi assolutamente del benessere delle persone che consideri “amici”, perché gli stai creando un disagio

3- sei una persona che ama il trash e le cose brutte (per questo ti consigliamo di visitare un counselor o uno psicologo)

4- non hai niente di meglio da dire o da fare

Il risultato “comunicativo” di quello che fai è evidente: sarai probabilmente meno simpatico, meno interessante, e qualche amico, per evitare di vedere i tuoi post che non gli piacciono, potrà decidere di cancellarti o segnalarti a Facebook per utilizzo di materiale inappropriato, creandoti parecchi problemi…

Potremo aggiungere molto altro, ma ci sembra che queste brevi pillole sulla questione possano bastare.

Noi WebCreativi, insieme ai colleghi del Manifesto del Marketing Etico, sosteniamo a spron battuto i nuovi media digitali come strumento di libera espressione, democratico e globale, ma ci rendiamo conto anche dei loro limiti.

Risulta più che mai evidente, anche in questo caso, che i limiti non sono dello strumento, quanto delle persone che lo utilizzano.

La brutta figura la fa sempre chi dimostra di non far tesoro del nuovo potere offerto dai social media comunicando con gli altri in maniera sana e costruttiva, proponendo un’immagine di sé che porti valore valore e rendendo piacevole il tempo e lo spazio condiviso con gli altri.

di Barbara Gorlini

 

 

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Barbara Gorlini
Digital Project Manager - Communication & PR - WebCreativi
Laureata in linguistica computazionale, PNL Master e Counselor Relazionale Sistemico, affronta da molti anni i temi della comunicazione ad ampio spettro, acquisendo strumenti validi per la gestione delle relazioni dentro e fuori dal web.
Appassionata sostenitrice della comunicazione digitale, sviluppa strategie di branding, customer relationship e crisis management, allo scopo di affermare la l'immagine di aziende nel web e tutelarne la reputazione acquisendo popolarità nella rete. E' cofondatrice dell'agenzia WebCreativi.
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