Come è cresciuto l’E-commerce in Italia nel 2017

Quando si parla di e-commerce, si pensa soprattutto alla vendita di materiale elettronico e tecnologico da acquistare a prezzi convenienti su una delle sempre più numerose piattaforme di vendita online. Tuttavia, negli ultimi anni l’acquisto online è sempre più vario e ampio, interessando un gran numero di settori merceologici, dall’abbigliamento al benessere, dalla tecnologia al design. Il successo dell’e-commerce è dato sicuramente dalla possibilità di garantire prezzi molto più convenienti rispetto a quelli che si possono trovare in negozio. Proprio per questo motivo, dopo un periodo di diffidenza da parte dei consumatori, oggi l’e-commerce è in netta ascesa anche se alcuni settori di vendita presentano ancora una maggiore richiesta rispetto ad altri. Ma quali sono gli andamenti delle vendite? In quali settori si verificano gli acquisti più numerosi? Come si comportano gli acquirenti italiani rispetto a quelli delle altre nazioni europee o mondiali?

In quest’ultimo anno, il mercato dell’e-commerce in Italia ha fatto registrare un incremento del 18% rispetto alle vendite registrate durante il 2016. I dati delle vendite, elaborati in collaborazione dall’Osservatorio e-Commerce B2C e da Netcomm, hanno sottolineato un particolare molto interessante che permette di comprendere come, oltre all’incremento degli acquisti, gli italiani hanno iniziato a cambiare il loro modo di acquistare online. Fino allo scorso anno, infatti, la maggior parte delle transazioni riguardava l’acquisto di servizi. Quest’anno, invece, l’acquisto di prodotti, distribuiti nel settore dell‘informatica, dell’abbigliamento, dell’elettronica e dell’arredamento ha superato quello dei servizi, soprattutto dedicato a viaggi, soggiorni ed eventi musicali o gastronomici. Si tratta di dati molto interessanti proprio perché in grado di sottolineare il cambiamento di direzione dei consumatori che, superata la fase di dubbi sulla sicurezza e sulla professionalità degli shop online, ha compreso in pieno la convenienza e la praticità dell’e-commerce.

Se si prendono in considerazione i diversi prodotti e servizi che vengono regolarmente e sempre di più comprati online si può notare come a troneggiare vi siano sempre acquisti nel ramo del turismo: viaggi e soggiorni di durata e destinazione variabile sono stati acquistati online in questo 2017 per un totale di 9.2 miliardi di euro. Tra i prodotti, invece, continua ad essere maggiormente richiesto tutto quanto ha a che fare con l‘informatica e l’elettronica che, in termini di vendite, in questo 2017 ha raggiungo i 4 miliardi di euro. All’interno di questo ramo si può sottolineare che le voci di maggior spesa riguardano soprattutto gli smartphone e i computer portatili. Senza voler entrare nella sociologia degli acquisti, va tuttavia sottolineato che questo settore è stato da sempre quello maggiormente richiesto online proprio per la tipologia di prodotti acquistati e, soprattutto, per il profilo medio dell’acquirante, solitamente giovane e propenso sia al risparmio che all’uso della rete.

Tra le new entry, ossia tra i settori che si stanno rivelando emergenti all’interno degli e-commerce, si registra quello relativo all’arredamento, in particolare all’arredo di design e di home living di medio-alto livello. Poter acquistare complementi d’arredo di design online risparmiando sulle spese e, allo stesso tempo, avendo la garanzia di una consegna puntuale e sicura, rappresenta sempre più spesso uno stimolo per quanti sono alla ricerca di elementi d’arredo ricercati e specifici. Rispetto al 2016 gli acquisti online nel settore dell’arredamento per la casa o per l’ufficio sono aumentati di oltre il 30%.
Interessanti anche le informazioni che arrivano dalle Assicurazioni, in particolare su quelle inerenti la RC Auto. Anche in questo caso si è potuto registrare un incremento di vendite online nel settore che, se anche meno importante rispetto ai settori precedentemente presi in considerazione, evidenzia come gli interessi dei consumatori siano sempre più proiettati verso gli acquisti online nei più differenti rami di vendita.

Cosa indicano questi dati? Per prima cosa permettono di valutare che gli italiani nel 2017 hanno incrementato i propri acquisti online del 10% rispetto agli acquisti effettuati nel 2016. Inoltre, i dati indicano che oltre il 90% degli acquisti fatti tramite e-commerce proviene da acquirenti abituali che in questo 2017 hanno speso oltre 16 milioni di euro contro i quasi 6 milioni di euro spesi da un 7% di acquirenti sporadici.

Black Friday, 5 errori da evitare per le tue promozioni online

Siamo da giorni totalmente bombardati dalla comunicazione di questo Black Friday 2017, un evento di origine americana che sta prendendo sempre più piede anche in Italia coinvolgendo brand famosi, catene della grande distribuzione ma anche il piccolo commercio al dettaglio, fisico e online,  di ogni genere e dimensione, in una gara a chi promette di più….

Quali sono i pro e i contro dei Black Friday e perché funziona “sì e no”?

Ecco i 5 errori più comuni da evitare sempre se vuoi promuovere e tue vendite online in quest’occasione:

  • non anticipare di troppo l’avviso delle offerte per il Black Friday, il rischio è che le vendite si blocchino da quel momento in poi, perdendo utile e creando aspettative eccessive da parte degli utenti.
  • offri sconti comprensibili per il tuo cliente e giustificabili, che non svalutino il prodotto abbassandone il valore percepito.
  • non  promuovere durante in Black Friday prodotti già precedentemente in promozione per non perdere di credibilità. Le promo devono sempre essere uniche e irripetibili, altrimenti non sono “promo”.
  • non “sovra-comunicare” l’evento, con un eccesso di mail e messaggi agli utenti che possono  infastidire generando effetti opposti.
  • ricorda che il Black Friday è nato negli USA come giorno di festa che segue il Thanksgiving, il giorno del Ringraziamento, e dà inizio alle vendite natalizie. Non è stato inventato per svuotare i magazzini e liberarsi dall’invenduto, per quello ci sono i saldi di fine stagione!

E per ultimo ma non da ultimo…ricorda che il servizio, la garanzia di qualità e la cortesia hanno un valore che va oltre il prezzo…punta su quelli per non affondare in un’insostenibile guerra dei prezzi.

 

Il web non cambierà il mondo (in meglio)

E’ di pochi giorni fa lo sfogo del fondatore di Twitter, Evan Williams, che in un’intervista sul New York Times chiede pubblicamente scusa per il fallimento del web. «Un tempo pensavo che, se avessimo dato a tutti la possibilità di esprimersi liberamente e scambiarsi idee e informazioni, il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore. Mi sbagliavo»  afferma Williams, e prosegue «Il problema è che non tutti siamo persone perbene. Gli umani sono umani. Non è un caso che sulle porte delle nostre case ci siano serrature. E invece, Internet è iniziato senza pensare che avremmo dovuto replicare questo schema, online».

Queste affermazioni hanno fatto il giro dei media, sia tradizionali che digitali, provocando dibattiti accesi sul presente e il futuro della comunicazione online e ci offrono uno spunto per meditare sulle famose predizioni di un altro personaggio simbolo dell’evoluzione tecnologica a livello globale, Steve Jobs, secondo il quale, in maniera apparentemente analoga ma sostanzialmente differente, il web non sarebbe stato mai in grado di avere l’impatto sociale, economico e politico dei grandi media tradizionali come la radio e la TV.

Oggi invece sembra evidente che un impatto determinante il web lo abbia, ma che non sia propriamente positivo. Secondo Williams, infatti, i blog e i social tendono a premiare tutto ciò che è eccessivo, valorizzando una parte dell’umanità che è sempre esistita ma che in precedenza non trovava espressione in maniera altrettanto diretta, pervasiva e massiccia. Minacce, cybercrime, notizie fake ed una produzione di contenuti che premia costantemente la quantità e mai la qualità, questi i nei di un sistema di comunicazione che parte dal basso verso l’alto ma che non ha alla base un’etica e valori condivisi di riferimento che possano condurre la società verso il miglioramento.

Da qui l’impegno di Google, Facebook ed altri giganti del web nel sviluppare sistemi di controllo volti a limitare la quantità di notizie false ed offensive, uno sforzo che richiede un investimento di energie considerevole considerando che il solo Facebook ha superato il miliardo  e mezzo di utenti, più della popolazione dell’intera Cina, contro i 500 milioni di Twitter, e la quantità di conversazioni online superano ogni giorno le decine di miliardi, un dato impressionante che ben rappresenta la potenza comunicativa dei nuovi media.

E poi, la nostra vita è veramente migliorata con l’avvento delle nuove tecnologie? L’iperconnettività e il sovraccarico di informazioni ci aiutano? Così non sembra, se prendiamo a testimonianza un’altra predizione dello stesso Jobs: «La maggior parte delle persone sarà bombardata da molte più informazioni di quelle che riesce ad assimilare». Sembra che anche i recenti studi sull’analfabetismo funzionale, italiani e internazionali, gli diano ragione mostrando dati allarmanti che registrano la perdita progressiva della capacità di elaborare informazioni semplici da parte della popolazione.

Indici internazionali di analfabetismo funzionale - Distribuzione degli analfabeti funzionali (%) nel quadro dei 33 paesi partecipanti allo studio PIAAC. L'Italia ha tra i risultati più alti in Europa (28%), preceduta solo dalla Turchia. Fonte: Inapp su dati Ocse-Piaac - Fonte L'Espresso

Indici internazionali di analfabetismo funzionale – Fonte l’Espresso

Insomma, una delusione collettiva per i sostenitori del web democratico e fautore di un’evoluzione sociale di carattere epocale. Contrariamente, appare piuttosto auspicabile una Internet Apocalypse alla Wayne Gladstone, che nell’incipit del suo fantasmagorico romanzo descrive un mondo che si ritrova improvvisamente in assenza di connessione:   «Quando ci fu il grande crash non andò affatto come temevamo. Non ci fu panico. Niente lacrime. Solo gente che batteva i pugni sul tavolo e imprecava. Internet non funzionava più, e cliccare su Aggiorna non serviva a niente. Anche “Ctrl, alt, canc” era inutile. Nessuno aveva Internet da nessuna parte. E non sapevamo perché. L’elettricità, l’acqua corrente e persino la televisione non avevano subito danni.»

Aldilà di questi divertenti spunti fantastici, ci pare opportuno riportare la discussione sui social media verso un punto di equilibrio che parte da una visione professionale di tali mezzi. In primis, Facebook, Twitter così come tutti i social, sono strumenti di marketing, creati per generare profitto a fronte di una visibilità. Ne consegue che trovino naturale collocazione nei piani di comunicazione e marketing aziendali e siano ottimi, ancora oggi, per offrire alle aziende sbocco diretto sulla propria utenza e in grado di generare, grazie anche ai nuovi chatbox e all’intelligenza artificiale, un customer care di qualità.

Usare invece i social per comunicare tra persone? Sempre con parsimonia, considerando in particolare che scrivere al riparo di schermo e tastiera non è comunicazione in senso lato: dove il corpo non c’è, l’umano tende a dimenticare la relazione, fatta di ascolto e di scambio reciproco, per privilegiare lo sfogo emotivo che è un tentativo goffo di auto-affermazione. Siamo molto lontani da ciò che invece contiene l’etimologia stessa della parola COMUNICARE: mettere in comune, come composto di cum (insieme) e munis (ufficio), ossia compiere il proprio dovere CON gli altri. Una responsabilità, quella di valutare la conseguenza delle proprie parole ed azioni sulla base di valori etici di riferimento, troppo spesso dimenticata.

Netcomm Forum 2017, l’evento italiano dedicato all’e-commerce

Torna per la XII Edizione l’evento italiano più importante dedicato al mondo dell’e-commerce e alla digital tranformation. Promosso da Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, #NetcommForum è una due giorni di incontri, formazione, networking e approfondimenti sui dati di scenario e sulle tematiche relative all’intero contesto dello shopping online, oggi in piena evoluzione, con interventi di relatori di fama internazionale e alla presenza di operatori del settore.

L’edizione 2017 sarà contraddistinta da dibattiti sulle questioni più rilevanti e innovative legate
all’ecosistema digitale in cui le tecnologie si affacciano in modo incessante e gli scenari competitivi
sono sempre più complessi e indefiniti. Per supportare gli oltre 10.000 operatori presenti nel
comprendere come fare impresa e sviluppare il proprio business, cogliendo le opportunità e le
sfide del contesto digitale, #NetcommForum proporrà anche una serie di workshop tematici nel
Fashion, Design, Food e Travel e affronterà, inoltre, temi quali la data revolution, la logistica
multicanale, i pagamenti digitali, il digital export e molto ancora.


“L’attenzione al rinnovamento che Netcomm continua a profondere nelle sue attività per lo
sviluppo dell’e-commerce italiano si concretizza quest’anno anche in un nuovo nome dell’evento.
Con #NetcommForum vogliamo non solo ampliare i nostri orizzonti, confermando la crescita del
nostro network, ma anche sottolineare come l’e-commerce italiano sia diventato un vero e
proprio ecosistema in cui il cliente è sempre più centrico. La chiave futura del successo
competitivo delle aziende italiane sarà creare una vera e propria esperienza di unified commerce,
dove online e offline e i diversi device si mescolano in un nuovo insieme esperienziale”, dichiara
Roberto Liscia, Presidente del Corsorzio.

L’appuntamento è per il 10 e 11 maggio 2017 dalle ore 9.00 alle ore 18 presso MiCo – Milano
Congressi – Gate 14| Via Gattamelata, 5 Milano.
Per info e iscrizioni: www.netcommforum.it

Crescita dell’e-commerce nel 2015, tutti i dati dello studio Casaleggio

Come ogni anno lo studio Casaleggio propone uno studio approfondito e mirato del settore e-commerce, che mostra dati positivi di crescita.

Per scaricare lo studio clicca qui.

 

Google riconosce l’odio online con l’intelligenza artificiale

Basta ad offese e linguaggio violento online, Google lancia Perspective, un nuovo sistema sviluppato insieme a Wikipedia e New York Times che sfrutta l’intelligenza artificiale per individuare ed arginare troll e disturbatori della rete.

Il sistema sfrutterà il machine learning, la capacità di apprendimento della macchina, per analizzare e valutare il livello di “tossicità” dei commenti, ed è stato pensato come supporto agli editori dei media online che devono moderare e cancellare i commenti. La prima versione in inglese, disponibile gratuitamente, è infatti rivolta a loro.

Dopo Twitter, Instagram e Facebook che hanno rafforzato le politiche di controllo se cancellazione dei contenuti e reso più difficile iscriversi per utenti già segnalati e bannati, anche Google prende provvedimenti e ufficializza la sua lotta contro gli abusi online.

Il progetto è stato sviluppato all’interno dell’incubatore di impresa Jigsaw di Google. “Perspective offre agli editori uno strumento per ospitare discussioni inclusive fra gli utenti; nel lungo periodo, potrà fare di più che migliorare i commenti. Speriamo di poter dare il nostro contributo per rendere possibili conversazioni online migliori“, spiega Jared Cohen, Presidente di Jigsaw.

Offese sessuali a Bebe Vio: vergogna social

– Immagine di www.oasport.it –

Che il mondo social sia terreno facile in cui dar libero sfogo a bassi istinti è argomento di discussione ormai diffuso nel web, ma pare proprio che non ci sia limite al peggio per i troll arrabbiati che dietro alla tastiera del loro pc o smartphone lanciano invettive e offese a chiunque, senza limiti né ritegno.

Dopo la studentessa di Giulianova superstite della tragedia di Rigopiano, ora è Bebe Vio ad essere entrata nell’occhio del mirino di una pagina Facebook che incentivava a usarle violenza. Lo ha denunciato il Codacons che, presentando istanza alle Procure della Repubblica di Roma e Venezia, ha fatto chiudere la pagina e avviare le indagini per i reati di minaccia grave e istigazione a delinquere.

Delusione per chi, come noi, nel web e nei social lavora ed ha accolto l’evoluzione della comunicazione digitale come importante passaggio storico in grado di garantire alle persone il diritto più ampio di pensiero e di parola. Costernazione di molti perché se nei social, oggi, troneggiano leader di bande oscure che ne occupano gli spazi per diffondere pensieri distruttivi, questo non è semplicemente una questione che riguarda il web, ma un fallimento umano.

Ecco le dichiarazioni del Presidente del Codacons Carlo Rienzi : “Esprimiamo grande soddisfazione per la decisione della Procura, la prima che finalmente in Italia vuole vederci chiaro sugli insulti e le minacce pubblicate sui social network, ma non basta.  Chiediamo al procuratore Adelchi d’ Ippolito di estendere l’inchiesta, indagando su quei gruppi nati su Facebook che incitano all’odio e alla violenza, soprattutto verso donne, gay e disabili. Gruppi estremamente pericolosi perché possono avere effetti tragici sui più giovani o sulle menti più fragili (portandoli a compiere gesti illeciti), e dove addirittura si scambia materiale pedopornografico”.

Confidiamo nel lavoro della Polizia Postale preposta a monitorare tutti i mezzi di comunicazione, anche digitali, affinché anche nei social le regole vengano rispettate e, chi non lo fa, punito. Facebook è infatti un luogo pubblico dove chi infrange la legge deve risponderne in sede civile e penale, ecco la lista di illeciti nei quali è possibile incorrere in Facebook.

Gli utenti possono segnalare contenuti offensivi o illeciti direttamente a Facebook e alla Polizia postale tramite il servizio di segnalazione disponibile online.

Nel web come nella vita esistono i chiaroscuri che sono espressione della complessità dell’animo umano. Ma tra la libertà di pensiero e l’illegalità il confine non può, e non deve, essere labile.

 

Tecnologia, quali novità ci aspettano nel 2017?

Mai come nello scorso anno la tecnologia e le sue innovazioni sono state sulla bocca di tutti, esperti e non.
Ma quali saranno i topic trend dei prossimi mesi? In particolare ne abbiamo evidenziati 3 che, ad oggi, stanno catturando l’attenzione degli addetti ai lavori e non solo.

Intelligenza artificiale
Sarà questa, nel bene e nel male, la parola d’ordine del 2017. Infatti, all’interno delle grandi aziende, sono sempre di più i prototipi capaci di adattarsi a nuove circostanze ed in grado di prendere decisioni. Se per alcuni l’auto-programmazione è il primo passo per liberarsi del controllo dell’uomo, secondo altri queste capacità potranno aiutare a curare malattie, studiare i cambiamenti climatici e migliorare alcuni aspetti della vita quotidiana. Gli assistenti virtuali, come ad esempio Siri di Apple o Alexa di Amazon, se dotati di intelligenza artificiale più complessa, saranno in grado di gestire i dati presenti all’interno dell’azienda migliorandone la sicurezza e l’efficenza.

Realtà aumentata e realtà virtuale
Nel 2016 la realtà virtuale è balzata agli onori della cronaca soprattutto per la sua applicazione nel mobile gaming, con giochi ed applicazioni che hanno registrato milioni di download. Per le aziende, la realtà aumentata rappresenta un’innovazione importante per il miglioramento dell’e-commerce e della shopping experience online. Non solo, questo aspetto coinvolgerà i settori della didattica, dell’assistenza sanitaria, dei viaggi e della mobilità. Viene così sancita la nascita di un mercato in completa espansione per le aziende di programmazione e sviluppo.

Guida automatizzata
Riduzione degli incidenti, diminuzione del traffico e miglioramento della viabilità sono solo alcuni degli aspetti positivi che questo tipo di innovazione porterà nelle città. Le più grandi case automobilistiche sanno che il 2017 sarà l’anno di svolta per la diffusione mainstream di questa forma di tecnologia. Per questo, si cerca un continuo o costante miglioramento della sicurezza della connettività per impedire attacchi da parte di hacker.

Nuova modalità “auto” e funzioni bloccate per lo smartphone alla guida

Gli incidenti stradali causati da un utilizzo scorretto del telefono alla guida aumentano.

Questo ha costretto la National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), l’ente del dipartimento Usa dei Trasporti che si occupa di sicurezza stradale a promuovere linee guida più restrittive che includono anche indicazioni per i produttori di smartphone, allo scopo di ridurre il potenziale di distrazione dei dispositivi.

Questo include, oltre all’utilizzo obbligatorio dei comandi vocali collegati al sistema dell’auto, anche lo sviluppo di una nuova funzionalità “auto” simile a quella “aereo”, che riduca le funzioni disponibili dai dispostivi durante la guida.

Nell’occhio del ciclone, in particolare, alcune APP come Pokemon Go che ha creato una vera e propria mania, spingendo ragazzi e adulti alla “caccia al pokemon” anche su strade e autostrade.

Linee guida di buon senso, che, speriamo, vengano colte dalla case produttrici di smartphone ma soprattutto dai guidatori, ancora troppo disattenti.

Leggi l’articolo su NY Times.

 

I “lavoretti” nel web fanno guadagnare, cresce la GIG ECONOMY

In un’epoca di crisi economica, sempre più persone guadagnano trovando “lavoretti” nel web, negli USA 1 persona su 4 guadagna offrendo servizi tramite APP o siti dedicati.

E’ una nuova economia nuova, la GIG Economy, che contrasta la disoccupazione in un momento di difficoltà diffuso in tutti i paesi occidentali.

Offrire una stanza in affitto con Airbnb, proporre le proprie idee creative con Etsy, vendere prodotti di seconda mano, oppure ancora diventare tassista con Uber o consegnare cibo a domicilio per Foodora, sta diventando un modo per dare valore al proprio tempo e realizzare un piccolo stipendio.

In Italia, segnaliamo il portale Uomini di casa, un punto di incontro tra domanda e offerta per i piccoli lavori di casa: riparazioni idrauliche, elettriche o di muratura. taglio prati, sgombero box e cantine.

La GIG economy raccoglie le esigenze reali delle persone, e le soddisfa.